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Sbiancamento denti: tecniche e metodi professionali

Dr. Giorgio Bormida
di Giorgio Bormida
Gel sbiancante, Airflow, sbiancamento con prodotti da banco: le tecniche di sbiancamento dei denti sono molte. Scopriamole insieme.
Sbiancamento denti

Sono molte le persone che desiderano un sorriso più bianco. Ma come riuscirci? Le tecniche per sbiancare i denti, ormai, sono molte. Scopriamone insieme le caratteristiche.

Qual è il metodo migliore per sbiancare i denti?

Non esiste un metodo univoco per lo sbiancamento dei denti: ogni metodo va calibrato in base alla situazione presente nella bocca del paziente. Esistono, infatti, molti fattori che concorrono a determinare quale sia lo sbiancamento dentale più efficace.

Innanzitutto, prima di procedere a uno sbiancamento dentale bisogna curare tutte le possibili patologie eventualmente presenti (come carie, devitalizzazioni o protesi) e occorre sottoporsi ad un’adeguata igiene professionale del cavo orale: solo a questo punto si può procedere a una seduta di sbiancamento. 

È opportuno ricordare che lo sbiancamento dei denti ha effetto sulla dentatura naturale e non sui denti ricostruiti, sulle corone dentali o sulle protesi; inoltre, potrebbe avere meno effetto sui denti devitalizzati. 

La scelta dell’agente sbiancante viene effettuata anche in base al grado di bianco che deve essere raggiunto: un trattamento sbiancante per denti solo debolmente macchiati sarà di sicuro meno aggressivo rispetto a uno per denti con macchie più ostinate.

Quanti tipi di sbiancamento dentale esistono?

Esistono tre tipologie di sbiancamento dei denti:

  • Meccanico: si tratta di togliere le macchie dentali attraverso una strumentazione che le asporta meccanicamente, come l’ablatore del tartaro utilizzato dagli igienisti dentali per eliminare gli accumuli di placca e tartaro;
  • Chimico: prevede l’utilizzo di sostanze chimiche che vengono applicate sul dente dal dentista o attraverso mascherine trasparenti (si tratta dello sbiancamento domiciliare, che il paziente può fare comodamente a casa);
  • Con prodotti da banco: si tratta di prodotti di automedicazione che il paziente può acquistare in farmacia sotto forma di strisce sbiancanti, vernici che si applicano con un pennellino, dentifrici con potere sbiancante.

Come funziona lo sbiancamento a led?

Lo sbiancamento a led è una tipologia di sbiancamento chimico dei denti che si effettua nello studio dentistico: consiste nell’applicare sui denti un gel a base di perossido di idrogeno che viene attivato grazie a una fonte luminosa, cioè una lampada a led o alcuni tipi di laser particolari; questo processo libera l’ossigeno che è contenuto nel perossido di idrogeno. L’ossigeno sprigionato viene assorbito dagli strati di smalto e dentina e va a disgregare le molecole che hanno causato le macchie dentali.

Questa metodologia necessita in genere di due sedute dal dentista, a cui deve seguire l’uso a casa (per un paio di notti) di mascherine, che contengono una quantità inferiore di perossido di idrogeno rispetto a quella utilizzata dal dentista.

Questa tecnica non utilizza fonti di calore, ma solo una fonte luminosa per attivare l’agente sbiancante che non disidrata smalto e dentina. Questo comporta anche un minor sviluppo di sensibilità dentale dovuta allo sbiancamento.

Sbiancamento denti: prima e dopo

Che cosa usano i dentisti per sbiancare i denti?

I principali metodi di sbiancamento dentale effettuati presso la poltrona del dentista sono:

  • Airflow
  • Uso di sostanze chimiche
  • Tecniche di sbiancamento per denti non vitali

Airflow

Airflow è un getto di una polvere molto fine unita ad aria ed acqua. Questo getto rimuove efficacemente le macchie superficiali ma non cambia il colore del dente. È molto importante utilizzare i giusti strumenti e le giuste polveri che rimuovano le macchie ma lascino intatta la superficie, senza graffiarla o rigarla. in questo caso, infatti, dopo un breve periodo iniziale i denti cominceranno a macchiarsi più di prima!

Uso di sostanze chimiche per sbiancare i denti

L’uso di sostanze chimiche come il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide. Queste sostanze esistono in diverse concentrazioni a seconda della tecnica utilizzata (più bassa per la tecnica domiciliare e più alta per l’utilizzo in studio).

Il Perossido di Idrogeno libera ossigeno, che penetra nelle microporosità presenti sulla superficie dello smalto e raggiunge le molecole che causano le macchie dentali, disgregandole. Il Perossido di Carbammide, a contatto con l’acqua si scinde in Urea (azione antibatterica) e Perossido di Idrogeno che, come abbiamo visto, libera ossigeno. Bisogna dire che queste tecniche sono sicure e non danneggiano il dente. 

Tecniche di sbiancamento per denti non vitali

Le tecniche di sbiancamento per denti non vitali, come il walking bleaching, prevede l’inserimento all’interno del dente devitalizzato di perborato di sodio miscelato con acqua o di appositi gel sempre a base di Perossido di Idrogeno.

Spesso i denti devitalizzati diventano più scuri perché rimane della polpa all’interno della camera pulpare del dente. La prima cosa da fare è valutare se il trattamento endodontico è congruo. Se non lo è bisogna rifarlo, se invece va bene si può procedere. A questo punto bisogna riaprire il dente (ormai non vitale quindi non c’è rischio di alcun dolore) e assicurarsi che tutta la polpa camerale venga rimossa.

Poi bisogna rimuovere l’otturazione canalare un pochino al di sotto della corona e realizzare un tappo che sigilli bene il canale. A questo punto abbiamo una camera in cui possiamo mettere la sostanza sbiancante che verrà chiusa con un’otturazione provvisoria. La sostanza sbiancante viene sostituita ogni settimana fino a quando non si raggiunge il risultato desiderato. Esiste anche il metodo inside/outside bleaching che, per velocizzare il processo, prevede l’applicazione dell’agente sbiancante sia all’interno sia all’esterno del dente. 

Sbiancamento denti interno: prima e dopo

Quanto costa in media uno sbiancamento dentale?

Il costo di uno sbiancamento dei denti varia in base alla metodologia utilizzata.

Per quanto riguarda lo sbiancamento denti con Airflow, esso si aggira intorno ai 100/150 euro a seduta; per le tecniche di sbiancamento chimico svolte in studio dentistico, le cifre sono intorno ai 500/1000 euro. 

I costi per le tecniche di sbiancamento dei denti con prodotti da banco sono molto contenuti: si tratta però di procedure che potrebbero non eliminare le macchie più ostinate. Il bianco ottenuto, inoltre, potrebbe durare meno nel lungo periodo.

Le sostanze sono le stesse di quelle utilizzate dal dentista ma per legge devono essere a concentrazioni molto più basse. I risultati, di conseguenza, sono molto più modesti.

Come si usa il gel sbiancante?

Il gel per lo sbiancamento dei denti viene utilizzato sia nello sbiancamento alla poltrona sia in quello domiciliare. Nello sbiancamento dei denti dal dentista, il gel viene applicato direttamente sui denti del paziente dopo che le gengive e le mucose sono state isolate con prodotti specifici: questo gel viene poi fatto agire. Qualcuno utilizza lampade o laser per accelerare la reazione ma questo può provocare un danno termico o, comunque, rendere il processo più aggressivo. 

Noi utilizziamo gel molto efficaci ma che non necessitano di alcuna attivazione esterno e questo per ridurre al minimo lo stress sui denti. 

Il gel utilizzato nello sbiancamento domiciliare invece viene applicato all’interno di alcune mascherine sbiancanti trasparenti fatte su misura per il paziente, che devono essere mantenute durante le ore notturne per il periodo indicato dal dentista, affinché si possa raggiungere il risultato desiderato. 

L’unico effetto secondario dello sbiancamento è che aumenta in modo transitorio la sensibilità dei denti perché li rende più porosi per riuscire a raggiungere le molecole colorate al suo interno. Finito il trattamento tutto torna come prima.

Nella stragrande maggioranza dei casi noi consigliamo lo sbiancamento domiciliare perché è più graduale e delicato, quindi crea meno sensibilità. Inoltre può essere utilizzato più  a lungo ed il risultato è più stabile nel tempo.

Quando il paziente ci dice che non ha tempo e voglia, è molto sbadato o non è costante allora ricorriamo allo sbiancamento alla poltrona. Questo dura circa un’oretta e può essere ripetuto fino a 3, 4 volte a distanza di una settimana.

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