La perdita di sostanza dentale è uno dei fenomeni più silenziosi che osservo ogni giorno in Studio. Avanza lentamente, spesso senza dolore, e quando i pazienti se ne accorgono il processo è già in corso da tempo.
Non riguarda solo chi ha una certa età: può comparire anche in persone giovani, con abitudini apparentemente normali. E quasi mai dipende da un’unica causa.
Le quattro categorie principali sono:
- Erosione dentale — processo chimico causato dagli acidi
- Abrasione dentale — processo meccanico da agenti esterni
- Attrito dentale — contatto diretto dente contro dente
- Perdita cervicale da stress occlusale e malocclusione — chiamata Abfraction
Vediamole nel dettaglio. Distinguerle non è solo una questione accademica: è il punto di partenza per proteggere davvero i vostri denti.
Cos’è l’erosione dentale e perché compare
L’erosione dentale è una perdita di tessuto dentale causata da processi chimici, senza intervento diretto di batteri. Gli acidi — alimentari o provenienti dall’interno dell’organismo — dissolvono progressivamente lo smalto, lo strato più esterno e protettivo del dente.
Con il tempo lo smalto si assottiglia, la dentina sottostante si espone e compaiono sensibilità e alterazioni della forma dei denti.
Cause alimentari
Alcuni alimenti e bevande favoriscono l’erosione se consumati di frequente:
- bevande gassate ed energy drink
- succhi di agrumi e bevande acide
- vino e aceto
- alimenti ad alta acidità
Il rischio cresce con la frequenza: sorseggiare una bibita acida nell’arco di ore è più dannoso che berla tutta in una volta.
Cause interne
Gli acidi possono provenire anche dallo stomaco:
- reflusso gastroesofageo
- vomito frequente
- disturbi del comportamento alimentare
In questi casi l’acido gastrico entra in contatto con la superficie dei denti e può provocare un’erosione importante, soprattutto sulle superfici palatali degli incisivi superiori — un segnale clinico molto specifico.
Come si riconosce l’erosione dentale
I segnali più frequenti:
- superfici dentali lisce e lucide, con aspetto “satinato”
- denti visibilmente più corti
- perdita di definizione dei margini dentali
- sensibilità al freddo o agli alimenti acidi
- trasparenza agli spigoli degli incisivi
Se riconoscete questi segnali, è il momento di programmare una visita. Nel nostro Studio seguiamo un protocollo specifico in tre step per trattare e fermare l’erosione dentale.
Cos’è l’abrasione dentale e come si forma
L’abrasione dentale è una perdita di sostanza causata da un’azione meccanica esterna ripetuta nel tempo. A differenza dell’erosione, il danno è prodotto dall’attrito con oggetti o sostanze abrasive.
Cause più frequenti
La causa principale è legata alle abitudini di igiene orale:
- spazzolamento troppo energico o con tecnica scorretta
- spazzolino a setole dure
- dentifrici ad alto potere abrasivo
Anche alcune abitudini quotidiane contribuiscono:
- mordere penne o oggetti
- usare i denti come strumenti (aprire imballaggi, tenere spilli)
- uso scorretto degli stuzzicadenti
Come si presenta l’abrasione
L’abrasione tende a localizzarsi nella zona cervicale, vicino alle gengive:
- solchi o incavi progressivi
- superficie levigata
- dentina esposta di colore più scuro
- sensibilità dentale localizzata
Interessa spesso i denti anteriori e i premolari — quelli più esposti a un gesto di spazzolamento non corretto.
Cos’è l’attrito dentale e quando diventa un problema
L’attrito dentale è la perdita di tessuto causata dal contatto diretto tra denti antagonisti. È un fenomeno fisiologico entro certi limiti: nel corso di una vita i denti si consumano naturalmente. Il problema nasce quando questo processo diventa accelerato.
Bruxismo e serramento
Il bruxismo — il digrignamento dei denti durante il sonno — genera pressioni molto superiori a quelle di una masticazione normale e provoca usura accelerata, appiattimento delle superfici dentali e microfratture dello smalto.
Il serramento — spesso inconsapevole, tipico di chi lavora sotto stress o in forte concentrazione — può causare aumento della sensibilità ai denti, affaticamento muscolare con un senso di tensione o indolenzimento o fastidi a livello articolare. Nei casi più gravi potrebbe portare anche a fratture verticali dei denti.
Come si riconosce l’attrito dentale
I segnali più comuni:
- superfici dentali piatte e opache
- riduzione dell’altezza dei denti anteriori
- bordi incisali consumati o irregolari
- microfratture visibili dello smalto
- dolori muscolari o mandibolari al mattino
Nei casi avanzati il consumo può modificare la dimensione verticale del morso, con conseguenze sull’estetica del sorriso e sulla funzione masticatoria.
Cos’è l’abfraction e come si differenzia dalle altre forme di consumo dentale
L’abfraction è una lesione cervicale del dente causata da stress meccanici concentrati in un punto specifico. Non è provocata da attrito diretto: nasce dalle microflessioni che il dente subisce quando le forze masticatorie sono distribuite in modo non equilibrato.
È la condizione meno nota tra le quattro, ma tutt’altro che rara — e spesso trascurata.
Cause principali
Le condizioni che favoriscono le lesioni da abfraction:
- malocclusione dentale e contatti occlusali sbilanciati
- assenza di corrette guide anteriori
- bruxismo e serramento
Come si riconosce l’abfraction
Le lesioni si presentano tipicamente come:
- incavi a forma di cuneo in zona cervicale, vicino alla gengiva
- margini netti e ben definiti (diversi dall’arrotondamento dell’abrasione)
- sensibilità dentale
- progressione lenta nel tempo
Possono coesistere con abrasione o erosione, rendendo la diagnosi differenziale più complessa — ed è esattamente per questo che serve una valutazione clinica approfondita.
Perché individuare la causa è più importante del trattamento stesso
In molti casi la perdita di sostanza dentale non dipende da un solo fattore, ma da una combinazione di cause:
- erosione + abrasione
- bruxismo + malocclusione
- reflusso + attrito dentale
Intervenire su una sola causa senza considerare le altre porta a risultati parziali. Per esempio: restaurare una lesione cervicale senza intervenire sul bruxismo o sulla malocclusione significa esporre il restauro agli stessi stress che hanno creato il problema — e vederlo danneggiare di nuovo nel tempo.
In Studio Bormida adottiamo un approccio diagnostico che cerca sempre l’origine del problema prima di proporre qualsiasi soluzione. Il nostro impegno non è “riparare” i denti: è capire perché si sono danneggiati, e come fare in modo che non accada ancora.
Come prevenire la perdita di sostanza dentale
La prevenzione passa attraverso alcune abitudini concrete:
- Tecnica di spazzolamento corretta: movimenti delicati, spazzolino a setole morbide o medie, dentifricio con livello di abrasività adeguato
- Dieta consapevole: limitare il consumo frequente di bevande acide; se le consumate, farlo durante i pasti anziché a sorseggio prolungato
- Gestione del bruxismo: se vi svegliate con dolori alla mascella o ai muscoli del viso, parlatecene
- Controlli periodici: permettono di individuare precocemente i segni di consumo e di intervenire prima che il problema richieda trattamenti più complessi
Le sedute di igiene orale — come la Guided Biofilm Therapy (GBT) che eseguiamo in Studio — sono anche l’occasione giusta per monitorare nel tempo l’integrità delle superfici dentali. Non sono solo pulizia: sono prevenzione attiva.
Domande frequenti sulla perdita di sostanza dentale
L’erosione è un processo chimico: gli acidi (alimentari o gastrici) sciolgono lo smalto senza contatto fisico diretto. L’abrasione è meccanica: la perdita di sostanza avviene per attrito con oggetti o sostanze esterne come lo spazzolino o il dentifricio. Entrambe possono coesistere nello stesso paziente e nello stesso dente.
Sì. Il bruxismo provoca attrito dentale, cioè la perdita di tessuto per contatto diretto tra i denti durante il digrignamento. Nei casi non trattati può portare a un consumo significativo dello smalto, microfratture e riduzione dell’altezza dei denti anteriori.
I segnali più comuni sono: sensibilità dentale aumentata, denti che sembrano più corti o piatti, superfici lisce e lucide, incavi vicino alle gengive. Solo una visita clinica può però confermare la causa, la localizzazione e l’entità del problema.
Lo smalto perduto non si rigenera. È possibile fermare il processo intervenendo sulle cause e, quando la perdita di struttura è significativa, ripristinare forma e funzione dei denti con restauri conservativi. Intervenire precocemente permette di contenere l’entità dei trattamenti necessari.
Dipende dalla causa e dall’entità della perdita. In molti casi è sufficiente intervenire sulle abitudini e monitorare nel tempo. In altri — quando c’è sensibilità persistente, dentina esposta o alterazione della funzione masticatoria — è opportuno valutare un trattamento restaurativo. Lo stabiliamo insieme, dopo una valutazione clinica accurata.
Può capitare. Entrambe possono presentarsi come lesioni in zona cervicale. La differenza clinica principale è che la carie è causata da batteri e si presenta con demineralizzazione e colorazione; l’abfraction ha un profilo a cuneo con margini netti e non è batterica. Un esame clinico — e spesso radiografico — chiarisce il quadro.
Una valutazione accurata, prima di qualsiasi intervento
La perdita di sostanza dentale è un processo multifattoriale: può avere origini chimiche, meccaniche o legate alla distribuzione delle forze masticatorie. Erosione, abrasione, attrito e abfraction sono condizioni distinte ma spesso interconnesse.
Riconoscerle precocemente e identificare la causa specifica è il presupposto per proteggere la struttura dei denti nel lungo periodo. Senza una diagnosi corretta, si rischia di trattare il sintomo anziché il problema.
Se avete notato sensibilità aumentata, denti che sembrano essersi accorciati, o piccoli incavi vicino alle gengive, siamo a vostra disposizione per una visita di valutazione.
Portiamo con noi l’abitudine di spiegare quello che troviamo — prima di proporre qualsiasi cosa.