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Bite dentale: a cosa serve

Dr. Giorgio Bormida
di Giorgio Bormida
Bite dentale: a cosa serve

Il bite è un apparecchio dentale che apporta molti benefici e può trattare diversi disturbi: scopriamo tutte le sue funzioni.

Bite dentale: cos’è

Il bite (dall’inglese “morso”) è un apparecchio trasparente che si indossa in genere tutte le notti, ha la forma della propria arcata dentale e serve a migliorare una serie di problemi legati all’apparato masticatorio, come il digrignamento notturno dei denti (cioè lo “sfregamento” involontario dei denti fra loro), le malocclusioni dentali, il russamento, il mal di testa. È utile anche per alcuni problemi posturali come il mal di schiena.

Le caratteristiche di un bite dentale classico sono:

  • è costruito sull’arcata dentaria inferiore;
  • è rigido per contrastare la forza muscolare generata dal digrignamento notturno.

Bite dentale: tipologie

Esistono tre tipologie di bite:

  1. automodellante: si acquista in farmacia come dispositivo di auto-medicazione ed è fatto di un materiale che se messo in acqua calda diventa plastico, permettendo così, una volta messo in bocca, di assumere la forma adatta alle nostre arcate dentarie;
  2. preformato: si tratta di un bite dentale preconfezionato che ha varie misure standard;
  3. su misura: è un tipo di apparecchio dentale costruito dal dentista partendo dalle impronte del paziente.

I primi due possono essere d’aiuto  in situazioni di “emergenza” o in occasioni limitate e particolari, ma tendenzialmente tendiamo a sconsigliarli.  Fondamentalmente perché essendo necessariamente morbidi per adattarsi alle diverse forme dell’arcata dentaria, portano a stringere ancor di più e allenano ulteriormente i muscoli, invece che rilassarli.

Rimanendo sui bite dentali fatti su misura (che sono quelli che fa il dentista e che hanno le migliori performance) a seconda delle diverse scuole ne esistono di ogni tipo e forma e ce ne sono diversi che vengono posizionati sull’arcata inferiore ed altri sulla superiore.

Il vantaggio principale dei bite dentali inferiori è che danno meno fastidio alla lingua, e sono quindi indicati quando il bite va portato 24 ore su 24.

Hanno però dei limiti e presentano delle difficoltà di costruzione che ci fa propendere nella quasi totalità dei casi per i bite dentali superiori.

Un’altra distinzione va fatta tra Bite Dentale e Placca Dentale.

Il bite dentale tendenzialmente ti vincola in una posizione diversa da quella in cui chiudi abitualmente la bocca, mentre una placca ti libera, cioè svincola la mandibola e la lascia libera di muoversi.

Ci sono tipi di bite dentali diversi a seconda del tipo di problema:

Bite per il Bruxismo

Il bite per il bruxismo serve per il digrignamento dei denti. Per essere precisi si tratta in realtà di una placca: vediamo perché.

Se noi stringiamo i denti e poi cerchiamo di muovere la mandibola troveremo una grande resistenza perché i denti normalmente si incastrano tra di loro. Quindi i muscoli faranno molta fatica per superare questo blocco e scaricheranno tutta questa forza sulle superfici dei denti che si consumeranno. 

Se io offro ad un’arcata dentaria una superficia liscia dove i denti possono scivolare senza trovare ostacoli i muscoli faranno molta meno fatica e sarà il bite a consumarsi invece che i denti. Inoltre avendo uno spessore esercita una sorta di stretching, di allungamento dei muscoli. Il minor lavoro muscolare può, talvolta, far rilassare oltre ai muscoli mandibolari anche quelli cervicali, portando benefici anche a distanza.

bite dentale

Bite per le malocclusioni dentali

Le malocclusioni sono presenti quando i denti dell’arcata superiore non coincidono in modo equilibrato con i denti dell’arcata inferiore. La conseguenza è un allineamento non corretto tra la mascella e la mandibola. Le malocclusioni sono dovute a: 

  • causa genetica;
  • otturazioni non eseguite correttamente;
  • abitudini sbagliate nell’infanzia come l’uso del ciuccio o la suzione del dito. 

In presenza di una malocclusione, ovviamente la soluzione migliore è cercare di risolverla attraverso l’ortodonzia o, eventualmente la protesi. Quando questo non è possibile un bite può ridare, almeno durante la notte, un contatto più corretto ed una distribuzione delle forze più fisiologico.

Bite per il riposizionamento mandibolare

Il bite dentale per il riposizionamento mandibolare ha una funzione ortopedica e permette di riposizionare la mandibola nella sua corretta posizione. Questo bite si utilizza quando ci sono delle problematiche all’articolazione Temporo Mandibolare, i cosiddetti Disturbi Temporo Mandibolari. L’articolazione Temporo mandibolare è quella che collega la mandibola al cranio.

Bite per riposizionamento mandibolare

L’articolazione è composta da due parti ossee, il condilo della mandibola e il piano dell’eminenza dell’osso temporale. Tra i due è interposto un disco cartilagineo (un po’ come il menisco nel ginocchio) che dovrebbe sempre stare tra le due parti ossee.

Composizione mandibolare
Posizione disco cartilagineo

Quando questo disco perde l’allineamento e va fuori posizione cominciano i problemi. Il bite per il riposizionamento mandibolare serve a posizionare la mandibola in una posizione più comoda in cui l’articolazione che ha problemi venga alleggerita e, in rari casi, può servire per cercare di “ricatturare” il disco per riportarlo nella posizione giusta. In questo tipo di bite il dentista (o meglio lo gnatologo) individua una posizione terapeutica e attraverso il bite fa in modo che la mandibola vada in quella posizione.

Bite anti russamento e anti apnee

In alcuni casi russamento e apnee sono causate dalla caduta verso il basso della base della lingua che provoca la chiusura parziale o totale delle vie aeree. In questi casi un dispositivo detto MAD (Dispositivo di Avanzamento Mandibolare) può aiutare a risolvere il problema.

Bite anti russamento

Bite ortodontico

Il bite ortodontico serve per mantenere i denti dritti dopo aver messo un apparecchio. Finita una terapia ortodontica, i denti – soprattutto nel primo periodo – tenderanno a tornare nella posizione in cui erano prima. Inoltre i denti di tutti si spostano per tutta la vita, anche se di poco.

Chi mette l’apparecchio, soprattutto se l’ha messo per allineare perfettamente i denti, vuole che rimangano esattamente in quella posizione. Per fare questo dobbiamo bloccarli in qualche modo. Un modo che si usa solitamente nei denti frontali inferiori e, talvolta, in quelli superiori è lo splintaggio: consiste nel bloccare i denti ad un filo metallico che viene posizionato all’interno dell’arcata.

Un’altra cosa che viene solitamente associata allo splintaggio è proprio un bite dentale, che è più correttamente chiamato Positioner o Essix: si tratta di una sottile mascherina rigida che ha la forma precisa dei denti e li mantiene in quella posizione. Ovviamente qualsiasi tipo di bite, incastrandosi sui denti ha anche l’azione di mantenerli in quella posizione.

bite ortodontico contenzione
bite dentale ortodontico

Bite AEP

Il bite AEP, o meglio placca di resettazione AEP, è una placca particolarmente utile quando ci sono problematiche di origine muscolare, specie in caso di problemi e dolori anche a livello di collo, schiena o anche in altri distretti. Di questa placca parliamo in un articolo dedicato.

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Quali sono i benefici del bite?

Il bite dentale ha numerosi benefici:

  • protegge lo smalto dei denti durante il digrignamento notturno, mantenendolo sano, integro e proteggendolo dall’usura;
  • protegge l’apparato stomatognatico (formato da denti, gengive, mascella, muscoli masticatori, articolazione temporo-mandibolare e nervi);
  • allevia le tensioni muscolari, diminuendo mal di schiena e mal di testa, perché trasferisce la forza delle tensioni muscolari sull’apparecchio dentale e non direttamente sui denti;
  • diminuisce il russamento notturno, migliorando il modo in cui le due arcate dentarie combaciano fra loro.

Come si capisce se si ha bisogno del bite?

I segni e i sintomi che fanno capire al dentista che il paziente ha bisogno di utilizzare un bite dentale sono:

  • l’usura dello smalto dei denti;
  • la presenza di mal di testa o mal di schiena dovuti alla presenza di tensioni muscolari dei muscoli facciali;
  • il dolore all’articolazione temporo-mandibolare o Disturbi Temporo Mandibolari.
  • il dolore o l’eccessiva tensione muscolare.

Come si pulisce un bite dentale?

Per una corretta pulizia e igiene, si consiglia di lavare il bite dentale sia prima di indossarlo sia dopo l’uso: l’ideale è strofinarlo delicatamente con uno spazzolino da denti o con uno spazzolino apposito.

È consigliabile usare sapone per piatti (che è per uso alimentare) per non danneggiare il bite. Infatti diversamente dai denti, la resina del bite è meno resistente dello smalto, quindi il dentifricio potrebbe irruvidirlo, opacizzarlo e trattenere più placca. 

Terminato lo spazzolamento occorre sciacquarlo accuratamente sotto l’acqua corrente e cercare di asciugarlo al meglio.

Per evitare che accumuli polvere ambientale, quando non indossato, consigliamo di usare l’apposito contenitore.

Ogni tanto è possibile utilizzare un prodotto specifico che garantisce un risultato ottimale di detersione ed igienizzazione.

Al mattino dopo aver rimosso il bite è probabile che tu senta la bocca chiudere in modo diverso. La chiusura tornerà a quella abituale nel giro di poche deglutizioni.

Cosa sono i bite per non russare?

Si sente spesso parlare di “bite per non russare”. Il bite anti russamento è composto da due mascherine, una per l’arcata superiore e una per l’arcata inferiore, che portano la mandibola (arcata inferiore) in una posizione che permetta di eliminare le ostruzioni dell’aria tra il naso e la laringe.

Bite anti apnee

Come funziona il bite dentale?

Come abbiamo detto, un apparecchio dentale ha molteplici funzioni:

  • mantiene il corretto spazio tra le due arcate dentarie;
  • scarica la forza esercitata dai muscoli sul bite piuttosto che direttamente sui denti, distribuendo la pressione su tutti i denti;
  • rilassa le tensioni muscolari dei muscoli facciali e cervicali;
  • preserva lo stato dei denti, proteggendo lo smalto e non peggiorando il deterioramento dei denti stessi.

Il bite dentale possiede, però, anche alcune controindicazioni, legate al fattore “bilanciamento” dell’apparecchio dentale: se non viene costruito correttamente dal dentista e non è ben bilanciato con le arcate dentarie del paziente, infatti, il bite può portare problemi muscolari nella zona temporo-mandibolare e persino a un peggioramento dei sintomi iniziali.

Conclusioni

Il bite dentale è uno strumento che noi dentisti apprezziamo tantissimo, perché rappresenta una soluzione valida per evitare cure troppo invasive in futuro, come la ricostruzione di denti rotti o scheggiati dal bruxismo, o per evitare di ricorrere ad altre terapie impegnative e fastidiose per il paziente.

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