Se avete letto il nostro articolo sulla posizione mandibolare prima della riabilitazione dentale, sapete già qual è il principio che guida il mio approccio nei casi complessi: prima di capire come ricostruire i denti, c’è una domanda più importante a cui rispondere.
Da dove parte la mandibola?
In quell’articolo spiego il perché — perché non si possono ricostruire i denti «dove si trovano», e cosa succede quando si ignora questa fase diagnostica. Qui voglio invece entrare nel dettaglio di un protocollo specifico che utilizzo in alcuni di questi casi: l’AEP System, sviluppato dall’odontotecnico e ricercatore Giovanni Maver.
Il problema che l’AEP System è progettato per risolvere
Nei pazienti con usura dentale importante o con malocclusione di vecchia data, il sistema masticatorio ha spesso costruito nel tempo un suo equilibrio di compensazione.
Muscoli, articolazioni temporo-mandibolari e denti si sono adattati — a volte per anni, a volte per decenni — a una posizione che non è fisiologica, ma che funziona abbastanza da non dare sintomi evidenti. O almeno, non ancora.
Il problema nasce nel momento in cui si decide di intervenire.
Se ricostruiamo i denti partendo da questa posizione adattata, rischiamo di:
- cristallizzare un’occlusione squilibrata, non di correggerla
- sovraccaricare alcuni denti con interferenze che non erano state previste
- alimentare tensioni muscolari persistenti anche dopo la riabilitazione
- ridurre la prevedibilità e la durata dei restauri, che cedono sotto forze mal distribuite
Prima di costruire, bisogna deprogrammare. Ed è esattamente su questo che lavora l’AEP System.
Cos’è l’AEP System
L’AEP System è un protocollo diagnostico e terapeutico progettato per analizzare l’equilibrio neuromuscolare del sistema stomatognatico e individuare una posizione mandibolare fisiologica — stabile e riproducibile — da cui progettare la riabilitazione.
Il principio fondamentale è questo: la posizione della mandibola non deve essere determinata solo dai denti. Deve emergere dall’equilibrio tra denti, muscoli masticatori e articolazioni temporo-mandibolari.
Quando i muscoli sono in stato di tensione cronica o di adattamento — come accade in molti pazienti con bruxismo o usura diffusa — la posizione che il sistema «sente» come naturale non è quella fisiologicamente corretta. È la posizione a cui si è abituato. Una distinzione apparentemente sottile, ma clinicamente fondamentale.
L’AEP System interviene su questo: riduce le interferenze occlusali che condizionano i movimenti mandibolari, permette ai muscoli di lavorare in modo più rilassato e individua una posizione mandibolare più stabile su cui costruire i restauri.
Come funziona nella pratica
Il protocollo AEP prevede una sequenza di passaggi progressivi. Non è un unico «dispositivo» che risolve tutto: è un sistema diagnostico, e come tale richiede osservazione, verifica e adattamento nel tempo.
Le fasi generali del percorso sono:
- Analisi del sistema masticatorio — valutazione dell’occlusione attuale, dei movimenti mandibolari, della risposta muscolare e della condizione delle articolazioni temporo-mandibolari
- Deprogrammazione neuromuscolare — attraverso dispositivi funzionali temporanei, si eliminano le interferenze occlusali e si permette ai muscoli di «dimenticare» la posizione compensata
- Individuazione della posizione mandibolare di riferimento — una volta che i muscoli sono rilassati e non più condizionati dai contatti dentali abituali, è possibile registrare una posizione più stabile e riproducibile
- Verifica nel tempo — la posizione individuata viene monitorata per confermare la sua stabilità prima di procedere con la riabilitazione definitiva
Durante queste fasi chiedo sempre ai pazienti di raccontarmi cosa sentono: comfort o tensione ai muscoli, qualità del riposo notturno, eventuali cambiamenti nelle tensioni cervicali. Queste informazioni sono preziose quanto qualsiasi dato strumentale — e spesso mi dicono cose che la clinica da sola non riesce a mostrare.
È importante sottolineare che il bite AEP non è uguale a un bite per il bruxismo. I due dispositivi hanno obiettivi diversi: il bite per il bruxismo protegge i denti dal digrignamento; il dispositivo AEP ha una funzione diagnostica e di riposizionamento. Confonderli — come purtroppo accade — può portare a risultati insoddisfacenti. Ne parlo più nel dettaglio nell’articolo sulle tipologie di bite dentali.
Per chi vuole approfondire l’AEP System anche nel contesto posturale più ampio, rimando all’articolo specifico su come denti e postura sono collegati con l’AEP System.
Il rapporto tra occlusione, muscoli e postura
Il sistema stomatognatico non lavora in isolamento. La mandibola — attraverso i muscoli masticatori e le catene muscolari — interagisce con la regione cranio-cervicale e, più in generale, con la postura dell’intero organismo.
Questo significa che quando l’occlusione è instabile o la mandibola lavora in una posizione non fisiologica, alcuni pazienti sviluppano tensioni cervicali, affaticamento della muscolatura del collo e difficoltà nel rilassamento.
Voglio però essere preciso su questo punto, perché è uno degli ambiti in cui circolano affermazioni esagerate: la postura è influenzata da molti fattori, e la bocca è uno di essi — non il solo, non necessariamente il principale. Chi promette di risolvere problemi posturali complessi soltanto con un bite o con un riequilibrio occlusale sta semplificando in modo pericoloso. Dipende da caso a caso, molto spesso si migliora ma non sempre si risolve completamente la sintomatologia.
Quello che l’AEP System può fare, nei casi appropriati, è contribuire a ridurre le tensioni muscolari correlate a un’occlusione squilibrata e migliorare il comfort complessivo del sistema masticatorio. Può risolvere le problematiche, anche a distanza, ma collegate direttamente all’occlusione e può migliorare il range di tolleranza al dolore, rendendo non percepibili problemi in altre zone. Ma se esiste un problema primario in un altro distretto un bite o una riabilitazione non possono risolverlo. Questo è già — clinicamente parlando — un risultato significativo, quando è indicato.
Quando valutare l’AEP System
Questo protocollo è particolarmente indicato nei casi di:
- usura dentale estesa da bruxismo, erosione acida o abrasione, dove la perdita di dimensione verticale ha alterato la posizione mandibolare nel tempo
- riabilitazioni complesse che coinvolgono molti denti, dove è fondamentale avere una base occlusale stabile prima di procedere
- disturbi temporo-mandibolari — dolore o crepitii all’ATM, limitazione nell’apertura, sensazione di muscoli affaticati
- sintomi muscolari o cervicali correlati a un’occlusione squilibrata
In una riabilitazione estetica complessa del sorriso, la fase di analisi neuromuscolare non è un’aggiunta al piano di cura. Ne è il fondamento. La gnatologia — la disciplina che studia i rapporti tra denti, muscoli e articolazioni — è il filo che tiene insieme il lavoro estetico e quello funzionale. L’AEP System è uno degli strumenti che rientrano in questo approccio.
Domande frequenti sull’AEP System
È un protocollo diagnostico e terapeutico per analizzare e ristabilire la posizione mandibolare fisiologica prima di una riabilitazione dentale. È stato sviluppato e registrato dall’odontotecnico e ricercatore Giovanni Maver e si basa sull’equilibrio neuromuscolare tra denti, muscoli masticatori e articolazioni temporo-mandibolari.
Il bite per il bruxismo protegge i denti dal digrignamento. Il dispositivo AEP, oltre a proteggere i denti, ha un obiettivo ulteriore, diagnostico e riabilitativo: individuare la posizione mandibolare corretta in vista di una riabilitazione. Sono due strumenti con scopi distinti.
Non esiste un tempo fisso. Dipende dalla complessità del caso, dalla risposta muscolare del paziente e dall’estensione dei compensi che il sistema ha sviluppato nel tempo. In alcuni casi si completa in poche settimane; in altri richiede alcuni mesi. Mediamente impiega tra i 3 ed i 6 mesi. È un passaggio che non si accelera senza compromettere l’affidabilità della posizione registrata.
Non necessariamente, e sarebbe scorretto affermarlo in modo generico. La postura è influenzata da molti fattori. Un riequilibrio occlusale può contribuire a ridurre tensioni muscolari correlate a un’occlusione squilibrata, ma non sostituisce una valutazione fisioterapica o posturologica globale.
Non sempre. Ogni caso è diverso. In alcuni pazienti è possibile procedere con una fase diagnostica più semplice; in altri — con usura importante, sintomi muscolari o ATM coinvolta — un protocollo strutturato diventa la scelta clinicamente più corretta. La valutazione va fatta caso per caso.
Stabilizzare prima di costruire
La logica dell’AEP System si può riassumere in una frase sola: prima di costruire, bisogna capire da dove si parte.
Non è un rallentamento del percorso. È la garanzia che quello che costruiamo abbia una base solida.
Allo Studio Bormida di Milano, la valutazione della posizione mandibolare fa parte del percorso diagnostico per ogni caso complesso di riabilitazione. Non perché vogliamo allungare i tempi, ma perché vogliamo che ciò che costruiamo duri — e che il paziente stia bene con il risultato.
Se state valutando una riabilitazione dentale — per usura, perdita di sostanza o per migliorare l’estetica del sorriso — siamo a disposizione per una prima visita di valutazione. Vi spieghiamo cosa troviamo, cosa serve e come si procede.